Le colline Marchigiane: dalla storia, alla natura fino all’enogastronomia


Le colline marchigiane, sono uniche. Gli scenari e gli splendidi borghi raccontano storie millenarie da cui emergono eventi di rilievo che hanno influenzato tutta la penisola.

visuale sulle colline marchigiane con paese arroccato sopra
Colline marchigiane

Le colline: territorio strategico per battaglie e fondazione di Signorie

“La Battaglia del Metauro” vinta dai romani dal console Salinatore per merito di Gaio Claudio Nerone contro l’esercito di Asdrubale, nella bassa valle del Metauro è uno dei numerosi esempi. Fu la battaglia che cambiò la storia della penisola, infatti, con la caduta di Roma l’Italia sarebbe divenuta probabilmente una colonia fenicia. Molti paesi delle basse colline, (la battaglia si svolse nella bassa valle del Metauro, sebbene varie leggende parlino di altre località), ricordano ancora quella battaglia coi loro nomi, come Cartoceto ad esempio, il cui nome deriva da Cartagine, o Barchi che deriva da Annibale Barca, e ancora Montebello (monte della battaglia). Questa battaglia permise alla penisola di coltivare le sue tradizioni nei secoli e alle Marche di arrivare attraverso le signorie (Malatesta, Montefeltro ecc.) fino ai nostri giorni.

Le colline marchigiane furono teatro anche di un’altra battaglia che si svolse durante la Seconda Guerra Mondiale, quando per arrestare l’avanzata delle truppe alleate, i tedeschi costruirono una poderosa linea fortificata, denominata “Linea dei Goti” che attraversava la penisola, da Pesaro fino a Massa Carrara e di cui, oltre alle tracce rimaste sui territori, esistono due musei: a Casinina e Montegridolfo e luoghi della memoria come i War Cemetery di Gradara e Montecchio. Ricordiamo inoltre l’influenza millenaria della Chiesa su molte zone del territorio appartenute in passato allo Stato Pontificio, e le tantissime tracce dei Cavalieri del Tempio che stazionarono in questi luoghi ricchi di monasteri (Fonte avellana, Monastero dei Frati Bianchi ecc.)

Le colline nella loro bellezza naturale

Scendendo da nord lungo la dorsale adriatica, si può notare che soltanto le Marche hanno bellissime falesie a strapiombo sul mare, è il caso del Monte San Bartolo che congiunge Pesaro a Gabicce, in cui si incontrano bellissimi borghi come Fiorenzuola e Casteldimezzo, e del Parco del Conero ad Ancona, con Sirolo, Numana e la baia di Portonovo. Proprio la conformazione delle colline ha permesso alle Marche di sviluppare nel dopoguerra il suo tessuto di piccoli centri agricoli poi divenuti i borghi che tuttora caratterizzano il territorio. Le bellezze naturalistiche sono tante, dal passo del Furlo e tutti gli altri passi (Cantoniera, Scheggia, Bocca Seriola, Bocca Trabaria, Forca di presta, Forca Canapine e Passo Cattivo) agli splendidi torrenti tra cui il Bosso e l’Auro che scendono a valle tra canyon, rapide e cascatelle. Molti dei suoi borghi sono da annoverare tra quelli più belli d’Italia, basti pensare a Gradara con la storia di Paolo e Francesa, Urbino una perla del rinascimento, Corinaldo, Loreto e fino a poco tempo fa la splendida San Leo ora passata alla provincia di Rimini. Il territorio è ricco di agriturismi che offrono ospitalità e specialità tipiche locali come gli eccellenti vini. Tra questi possiamo annoverare il Verdicchio dei Castelli di Jesi rinomato non solo in Italia ma nel mondo.

Veduta sul mare, dal parco del Monte Conero (Ancona)
Parco del Monte Conero, Ancona